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CONSIGLIATI,  FOTOGRAFI,  LIBRI,  NAPOLI

Toty Ruggieri – Diamond dogs, officina post industriale

A cura di Donatella Saccani

(scroll down for English text)

 

Le stampe fine art contenute nel libro sono in vendita qui: KROMIA

Diamond Dogs, Officina post industriale,1984—1987 Napoli, indaga l’immaginario sommerso dell’underground italiano parlando di Napoli e nello specifico, di un luogo unico e simbolico: il Diamond Dogs.
Il volume ripropone per la prima volta l’archivio completo del fotografo napoletano Toty Ruggieri che ha seguito il locale nell’arco della sua attività: dal 1984 al 1987. ll linguaggio visivo dell’autore non lascia spazio a nessun formalismo fotografico e ci guida in prima persona dentro la comunità artistica di Napoli; il DD diventa un simbolo, uno spazio volumetrico ristretto, in cui la presenza umana, la gestualità, il look, sono segni incisivi del cambiamento in atto in quegli anni. Mentre l’attenzione di televisioni e giornali si focalizzava sul degrado urbano e sulle piaghe sociali della città, dozzine di artisti di ogni tipo e disciplina (musicisti, pittori, scrittori, poeti, attori e registi) stavano dando inizio a quella che poi sarebbe stata la nuova rinascita culturale di Napoli. Il Diamond Dogs era il loro punto di ritrovo, uno spazio che ha accolto le esigenze di quella generazione, valorizzandole e prendendosene cura, ospitando concerti dal vivo, performance e spettacoli di teatro sperimentale, diventando cosi il punto di riferimento dell’underground napoletano e della nuova avanguardia artistica della città dopo il terremoto del 1980.
Il libro ospita un testo critico del giornalista e scrittore Paolo Pontoniere.

“…pezzi d’avanguardia proletaria di periferia e fratelli e sorelle morfine.
Incontro nel magma pietrificato della città, più al centro di niente del mondo… Il tramonto dei circoli del proletariato P38 e l’alba senza futuro, con un piede ad Acerra preinceneritore, ed un occhio monco verso Berlino.
A Berlino che giorno era? Ma se poi a Napoli tettemamma esisteva la bomba atomica era già lontana. Come era atrocemente bello quel muro, con la quadriga di Brandeburgo con il culo all’occidente…eroi solo per una notte. Davidbovie…niuwev…postmodérn, lsd o diddì.
Fortunato, grande spirito anarchico, lavorava alla biblioteca nazionale, chissà forse ci lavora ancora. Ma è più probabile che sia scappato chissà dove, in cerca di chissà che cosa. Nascondeva la maglietta del “CHE” sotto gli abiti di bibliotecario, e se lo andavi a trovare, con fare guardingo la mostrava… Zerbino…PANK PARTENOPEO CON IL CUORE eternamente a Berlino…RIP ON THE ROCKS! Leopoldo…acerra-niuiorc-paradiso solo andata con gli shomen e gemsbraun nelle gambe…diddì Diamondò uber alle. Amo pizza caravaggio e Diamondogs…”
Salvio Cusano

17x24cm
256 pages
Ita/Eng
Hard cover
Offset
Limited edition 300 copies

25,00€

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(English text)

 

by Donatella Saccani

 

Diamond Dogs, Officina post industriale,1984—1987 Napoli, probes the flooded imagery of Italian underground, talking about Naples and specifically about a unique and symbolic place: the Diamond Dogs.
The volume reproduces, for the first time, the complete archive of Neapolitan photographer Toty Ruggeri who followed the local stage in his activities from 1984 to 1987. The author’s visual language doesn’t leave room for any photographic formalism and leads us in the first person in the artistic community of Naples; the DD becomes a symbol, a little volumetric space, in which the human presence, the gestures, the look, are trenchant signs of the change that was happening in those years. While the attention of television and newspapers was focused on urban disrepair (decline) and on the social ills of the city, dozens of artists of all types and discipline (musicians, painters, writers, poets, actors and directors) were starting the new cultural rebirth of Naples. The Diamond Dogs was their hangout, a place that welcomed the needs of that generation, enhancing them and taking care of them, hosting live concerts, performances and experimental theater performances, becoming the focal point of Naples’ underground and new artistic avant-garde of the city after the 1980 earthquake. The book features an essay by journalist and writer Paolo Pontoniere.

“…fragments of suburban proletariat avant-garde with morphine’s brothers and sisters. That I encounter in the petrified city’s magma, more at the world’s center of nothing. The sunset of proletariat’s circles, p38 and futureless down, with a foot in Acerra before the incinerator, and a maimed eye toward Berlin. What day was that in Berlin? If then in Naples mother’stit co-existed with an already faraway atomic bomb. How atrociously beautiful was that wall! with the Brandenburg’s quadriga westward s/butting…heroes just for one night. Davidboo-ee…nuwev…postmodern, lsd at diddi.
Lucky, great anarchical spirit, worked at the National Library. Who knows…he may be still working there. But is more likely that he fled who knows where, seeking for who knows what. He hid the ‘CHE’s’, t-shirt, under his librarian attire, and when-if-you went visiting he would wearily show it. Mat…PARTENOPEAN PUNK WITH THE HEART eternally in Berlin..RIP ON THE ROCKS! Leopold…acerra-noo yawk-paradise one way with the sho’men and jemsbroun in the legs diddì Diamondó uber alles.
Love pizza Caravaggio and diamondogs…”
Salvio Cusano

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