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EVENTI

Salvatore Castaldo FAR AWAY FROM THE EYES

02.12.2017

"FAR AWAY FROM THE EYES" DI SALVATORE CASTALDO

SABATO 2 DICEMBRE 2017 - ore 19.00
dal 2.12.2017 al 2.2.2018
SPAZIO KROMÌA
Napoli, via Diodato Lioy 11 (piazza Monteoliveto)


FAR AWAY FROM THE EYES
SALVATORE CASTALDO
2.12.2017 - 2.2.2018
KROMÌA è lieta di presentare “Far away from the eyes”, personale dell’artista Salvatore Castaldo.

In mostra, quindici opere fotografiche di medio formato in bianco e nero dalla più recente ricerca dell’autore.
In continui slittamenti e riconoscimenti di senso, immagini di sculture divengono entità emozionali e verità riposte, in un allestimento a griglia che potenzia arditi tagli compositivi, accostamenti illuminanti e ritmica chiaroscurale.

Dal testo critico di Diana Gianquitto (curatrice della mostra, con la direzione artistica di Donatella Saccani): «Fotosofia. Ectoplasmi di luce nell’ombra, apparizioni galleggianti dal fondo. Lucidità inaspettata, rivelatrice. Indefinitezza sommessa di sfumati, pittorici come sussurri. Il vedere fotografico di Salvatore Castaldo è conoscere. Sospeso tra brume sfocate che occultano il pedissequo dischiarando il senso emotivo, e inattesi tagli e dettagli arditi, abbacinanti come illuminazioni. (…) In particolare, per il fotografo l’obiettivo è risveglio, capacità di andare oltre la visione, oltre la mera registrazione meccanica del reale, e verso piuttosto il valore che lo stesso Valery tributava all’emergere lento dell’immagine dal negativo fotografico, che diviene quasi alter ego dell’affiorare della memoria e della coscienza, fino a tangere la funzione rivelatrice dei lati riposti del reale che il poeta francese attribuiva alla letteratura. Fotografia e letteratura. Castaldo inizia a fotografare, da scrittore, quando sente di aver bisogno di altra grammatica e dinamica espressiva. Gli sfrangiamenti di luce e di ombra, le improvvise illuminazioni, il filtro della lente che interdice eppure disvela il contatto diretto con la natura divengono il suo nuovo tessuto linguistico: ulteriore dimensione per parole che chiedono di uscire sotto forma di visioni. Semplici, ma potenti. ‘Ogni visionarietà è semplice’ (cit. S.Castaldo), scivola dalle parole degli occhi dell’artista, e trasforma ciascuna rivelazione in un’estasi, lontana da ogni onanismo. (…) Visi, sguardi, epidermidi intensamente teatrali, come quelli di marmo e bronzo nelle opere di Castaldo, per il quale in esse ‘ciò a cui si assiste è una tragedia greca’ (…). Scritture e teatri di luce e sofia fotografica, in una partitura di bianchi e neri potenziante rimbalzi e rimbombi interiori e sostenuta secondo una modulazione perpetua attorno a paradossi visivi e sensoriali, etica della bellezza ed emulsione energetica dal mondo. Far away from the eyes, sulla strada della poesia».

INFO:
08119569381
3315746966
info@kromia.net

www.kromia.net

Orari di apertura (verificare via telefono):
lun/merc/ven 10.30-13.30 e 16.30-19.30
mar/giov/sab 10.30-13.30

Scarlet Lovejoy - Concerto Essenziale di Terra e di Cielo

06.10.2017

CONCERTO ESSENZIALE DI TERRA E DI CIELO

MARCO IANNACCONE/SCARLET LOVEJOY

6.10.17 – 24.11.17

KROMÌA è lieta di presentare “Concerto essenziale di terra e di cielo”, personale napoletana dell’artista e fotografo Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy.

In mostra, sei opere fotografiche di medio formato dalla serie “Concerto essenziale di terra e di cielo”, scattate nella valle dell’Engadina in cui visse e creò, a fine Ottocento, il pittore divisionista Giovanni Segantini.

Distanti dall’essere mera fotografia di paesaggio, le visioni di Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy sono icastizzazione di un luogo e modalità dell’anima di riallineamento energetico, e al tempo stesso viaggio reale e metaforico alle fonti della creatività e del linguaggio non solo di Segantini ma dell’arte tutta, indagati attraverso un modulo formale ripetuto che da cornice si fa codice segnico, e contemporaneamente abbraccio emotivo.

Dal testo critico di Diana Gianquitto (curatrice della mostra, con la direzione artistica di Donatella Saccani): « Il culto della luce. Orchestrato nel tempio di una natura rigeneratrice. Attraverso la grammatica, oggi talora scandalosa, del bello e del sublime. Ma attraverso la ricostruzione, in senso letterale, di uno sguardo, che si fa interno ed esterno contemporaneamente.

La genesi degli scatti paesistici di Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy è indissolubilmente legata, in senso non aneddotico ma profondamente spirituale, all’intima dinamica estetica che li muove. L’esigenza, improvvisamente percepita nella sua potenza in un momento di vissuto particolarmente intenso dell’artista, di un attimo di raccoglimento, di riallineamento energetico nel quale ritrovare identità e struttura delle proprie forze, viene risvegliata e al tempo stesso confortata dal contatto, durante un viaggio, con l’ammaliante natura rigeneratrice dell’Engadina, che già ospitò e nutrì la vicenda artistica di Giovanni Segantini. Dimensione panica che però, nel caso di Iannaccone, viene assimilata attraverso un filtro intimamente percettivo, una camera oscura di silenzio, contemplazione, ascolto e riordinamento, che da mood atmosferico e creativo si fa vero e proprio modulo formale, fortemente caratterizzante l’intera serie, nell’ovale nero che incornicia le vedute.

[…] Ed è appunto quasi in abbraccio protettivo di questo esterno - che di noi stessi è anche genitrice e culla - così come, contemporaneamente, di un’intimità necessitante di balsamo, che si curva la cornice attorno ai paesaggi: un nero che non è buio ma ristoro, e focalizzazione, presa di fiato; un ovale che si fa occhio, sguardo interno ed esterno contemporaneamente, bilanciamento di osservazione e premura interne, verso il sé, ed esterne, verso l’altro; un modulo gestaltico e insieme metalinguistico che inquadra l’oggetto d’interesse, esalta e coscientizza le composizioni prospettiche e direttrici lineari e unifica la diversità delle visioni, nel loro ritmo alternato di orizzonti infiniti spezzati da cunei montuosi; un oculo simbolo dell’atto del vedere e della camera fotografica, e al tempo stesso attribuente incredibile pittoricismo alle immagini; e infine, segno forte culturale attraverso la storia dell’arte di tutte le epoche, a partire dai ritratti di cubicula pompeiani inscritti in cerchi e dalle cornici istoriate delle miniature medievali, fino al michelangiolesco Tondo Doni, ai dipinti fiamminghi di Bruegel o Bosch e, più avanti, alle ellissi liberty, all’illustrazione, al rettangolo lobato di Segantini stesso in L’Angelo della Vita o al Luca Maria Patella di Rubedo a Montefolle».

Kromia raddoppia

23.06.2017

Kromìa è lieta di presentare il nuovo progetto del fotografo, compositore e musicista Fabio Orsi “Il ricordo improvviso dell’assoluto stupore”, in una serata speciale artistica e musicale in collaborazione con Riot Laundry Bar, spazio polifunzionale dedicato a musica, arte, moda, food e lifestyle.

In mostra, una trentina di opere fotografiche di medio formato, tratte dalla nuova serie “Il ricordo improvviso dell’assoluto stupore” di Fabio Orsi, oltre al box set della serie completa, cofanetto in edizione limitata edito da Backwards, contenente libro fotografico e vinile musicale LP Picture Disc, inserto e cartolina.
 

Inaugurazione personale di Nicolas Pascarel

20.05.2016

KROMÌA è lieta di presentare “WINTER IN AMERICA”, la nuova personale napoletana del fotografo NICOLAS PASCAREL.
“Le mie labbra sono poggiate al bordo della finestra, di fronte all’oceano. Così saranno salate quando arriverai. Non aspetto che te, non aspetto che noi. Vedi, ho pensato a tutto. Tutto quello che ami. Tu non mi hai detto l’ora, né il giorno, men che mai il mese. Dell’anno non ci interessa. Nulla importa!”
(Nicolas Pascarel, da Winter in America)

In mostra, due pannelli di grande formato dalle atmosfere intime e sospese, capaci di far dialogare arte fotografica e letteratura in sorprendente cortocircuito linguistico ed evocativo: opera tra le opere, un racconto scritto dal fotografo diviene parte integrante e deflagratore generativo del progetto espositivo.

Dal testo critico di Diana Gianquitto (curatrice della mostra, con la direzione artistica di Donatella Saccani): “Osservazione e precipizio. Non è così di tutti il vivere, almeno in qualche rivolo, tensione di procacciamento e struggimento degli infiniti non ancora, o non più, di cui son fatte le imperfette finestre temporali ed esistenziali delle nostre vite?
Come per l’inquieto e nostalgico amante proteso ‘comme un condor’ nel racconto di Nicolas Pascarel dalla finestra della sua torre sull’Oceano, a scorgere l’arrivo incompiuto dell’amata, o per il passeggero sulla vettura dello scatto in mostra, affacciato a un finestrino che solo gli consente di vedere un’inesatta porzione di reale dalla centralità perduta e preclusa, perché troppo veloce, o troppo lenta, è andata la vita sulla strada della sua capacità di percezione.
Brivido libertà paura. Affacciati a quelle finestre, mai perfettamente centrate con le nostre fami o esitazioni, solo in compagnia degli unici due infiniti capaci di puntellarne gli infissi: l’Oceano d’inconosciuto e possibile fuori di me, l’interminabile infilata di piani dell’arroccamento di torre dentro di me”.

Rivista di Fotografia "EYES OPEN"

10.05.2016

Da Spazio Kromìa trovate, unico punto di distribuzione a Napoli, la rivista di Fotografia "Eyes Open". www.eyesopen.it

La rivista, fondata dalla photoeditor Manuela Cigliutti e dalla giornalista Barbara Silbe, si è collocata immediatamente tra le più prestigiose testate fotografiche nazionali, proponendo intensi lavori fotografici di personalità affermate nel campo fotografico insieme alle nuove visioni di giovani autori che hanno scelto la fotografia come strumento primario per la comunicazione del loro essere e dei loro sentimenti.
 

Gigi Viglione da Spazio Kromia

27.11.2015

KROMÌA è lieta di presentare LA CITTÀ DEL CIELO, la prima personale napoletana del fotografo GIGI VIGLIONE.
In mostra, dodici scatti in bianco e nero di sottile suggestione, tra cielo e pietra, sulle cupole di Partenope. Non una ricognizione architettonica, ma seni e grembi di cemento capaci di contenere in un’unica forma ricorrente i mille respiri di uomo, città, anima, storia. La mostra è accompagnata da un testo dell’autore Gigi Viglione, da un testo del fotografo Massimo Velo e da un testo critico di Diana Gianquitto. Dal testo di Gigi Viglione: “La Città del Cielo è fatta da cupole coperte di pece, peli e squame come pelle di animali arcaici che custodiscono i misteri del mondo e i segreti delle storie degli uomini. […] Ne è sorto un lavoro di immagini in sequenza simili a una grammatica musicale che non si propongono come mappatura architettonica, ma diventano canto di voci di pietra, visioni, successioni di volti, presenze che si tramutano dal divino all’umano”. Dal testo critico di Diana Gianquitto: “Il tatto, il sacro, la carezza. Su una storia e una città. Dalla mano di una spiritualità laica perché cosmica, sacra perché profondamente umana. Le vibranti parole dell’artista sui suoi scatti si posano tattili e lievi sulle sue visioni e sulla percezione di esse, illuminando immediatamente il senso profondo del suo nuovo percorso visivo, che della archi-tettura prende, lasciando il comando etimologico, solo l’assonante archè: il principio, l’origine”. Dal testo di Massimo Velo: “Gigi porta lo sguardo sulle storie, ai più, invisibili. Ci racconta dettagli di luce e di texture ottenuti con uno sguardo fotogrammetrico, dove il paesaggio vive nei particolari che la natura mostra in ogni momento, generosamente, aspettando quelli come Viglione per essere scovati”.

BILD di Sergio Goglia

06.10.2015

Dopo il successo dell'inaugurazione a Palazzo Serra di Cassano all'Istituto per gli Studi Filosofici le fotografie di Sergio Goglia sono ora visionabili da Spazio Kromìa.
 

E.S.T. EXTREME SOCIAL TREATMENT di Paolo Cappelli & Maurizio Criscuolo

11.06.2015

KROMÌA è lieta di presentare, in collaborazione con STUDIO F64, E.S.T. – EXTREME SOCIAL TREATMENT, la prima personale napoletana dei fotografi Paolo Cappelli & Maurizio Criscuolo

In mostra, un trittico-gigantografia della dibattuta area del Centro Direzionale di Napoli e opere di piccolo formato su altri controversi episodi architettonici dell’area partenopea.

Dal testo critico di Diana Gianquitto: “Incombente, sovrastante, immersiva: urbs-Leviatano di ambivalente lettura, fagocitante o magneticamente seduttiva, rispettivamente di espressionista o futurista memoria, la città che sale e corre piomba con violenza nell’ambiente controllato delle quattro pareti. Ma lo sfondamento spaziale delle gigantografie di Paolo Cappelli e Maurizio Criscuolo, lungi dall'essere decorativo gioco di trompe-l'oeil, è finestra di consapevolezza e confronto ineludibile sul e col reale, analisi e denuncia lucide sui risultati della mala gestione politica e sociale dell'architettura nel tempo. Fedeli al rigore scientifico e conoscitivo che da sempre ne anima l’approccio al mezzo fotografico, gli artisti rendono l'obiettivo affilato strumento di indagine e l'esito, in una sorta di positivistico sperimentalismo alla Zola, esperimento di ricostruzione laboratoriale della realtà per investigare devastazioni ed effetti di ogni scempio architettonico e urbanistico”.

Orari di apertura del nuovo punto vendita

15.12.2014

Il nuovo punto vendita di via Diodato Lioy 11 (piazza Monteoliveto) a Napoli, resterà aperto nei seguenti orari:

Lunedì/Merc/Ven
10.30-13.30 16.30-19.30
Mar/Giov/Sab
10.30-13.30

Presentazione Kromia da ROCHE BOBOIS Napoli

04.05.2013

Sabato 4 Maggio 2013, ore 18-22
Roche Bobois, via Jannelli 616, Napoli

In occasione del cocktail promozionale organizzato dal negozio Roche Bobois di via Jannelli a Napoli, saranno in mostra per KROMÌA le opere di:

Luciano Ferrara
Sergio Grispello
Mario Laporta
Donato Maniello
Roberto Simoni